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AUTORI
Ugo Foscolo
Niccolò Ugo Foscolo (Zacinto, 6 febbraio 1778 - Londra, 10 settembre 1827) è stato un poeta e scrittore italiano, uno dei principali letterati del Neoclassicismo e del Pre-Romanticismo
Nasce a Zante, nel 1778, figlio del veneziano Andrea Foscolo, medico di vascello, e della greca Diamantina Spathis.
Foscolo ha un'anima romantica,ma in un corpo classico: descrive sentimenti attraverso le poesie, ma con parole derivanti dalla letteratura classica. Dal classicismo illuminista, Foscolo eredita il materialismo: egli crede nel concreto. L'uomo nasce dalla materia e finisce nella materia. Non crede in alcun "aldilà": l'origine,il significato e la fine dell'esistenza passano per lui solo attraverso la sua opera, la poesia.
Tra il 1793 e il 1797 frequentò le Scuole di San Cipriano a Murano dove Gasparo Gozzi era stato provveditore ed ebbe modo di seguire le lezioni del latinista Ubaldo Bregolini e del grecista G. B. Galliccioli che assecondarono le velleità letterarie del giovane. La linea dei suoi studi fu all'inizio tradizionale, con la lettura dei classici, gli esercizi di traduzione soprattutto da Saffo, Anacreonte, Alceo e Orazio; passò poi a più ampie letture, tra le quali quelle degli autori del Settecento e numerose altre, aiutato nella scelta e nella guida dal bibliotecario J. Morelli che lavorava alla Marciana frequentata assiduamente dal Foscolo.
Nel 1794 trascrisse una quarantina dei suoi componimenti poetici, in parte originali e in parte frutto di traduzioni, che risentivano degli influssi arcadici soprattutto nel metro e nel linguaggio e che inviò all'amico Costantino Naranzi.
Introdotto nei salotti delle nobildonne veneziane, quello della dotta Giustina Renier Michiel e della sua rivale, la bella Isabella Teotochi Albrizzi (prima grande passione amorosa del poeta), conobbe il Pindemonte e altri poeti di successo come Bertola. Importanti furono anche i contatti che egli ebbe fuori Venezia con il gruppo degli amici bresciani, aperti alle influenze francesi e rivoluzionarie, e con Cesarotti, traduttore dei Canti di Ossian, del quale seguiva a Padova le lezioni universitarie e al quale, il 30 ottobre del 1795, aveva scritto allegandogli, per avere un giudizio, la sua prima tragedia, intitolata il Tieste, di carattere alfieriano e viva di fervori giacobini.
Nel 1797 a seguito del tratto di Campoformio dimessosi dagli incarichi pubblici partì in volontario esilio e si recò a Milano dove conobbe Parini e Monti
Nell'estate del '98 il poeta si trasferì a Bologna dove iniziò la sua collaborazione a "Il Genio Democratico" fondato dal fratello Giovanni e poi riassorbito dal "Monitore bolognese". Fu per un breve periodo aiutante del cancelliere per le lettere del Tribunale dove iniziò le stampe, fino alla lettera XLV, del romanzo epistolare Ultime lettere di Jacopo Ortis che dovette interrompere per l'occupazione di Bologna da parte degli Austro-Russi nell'aprile del 1799 e che vide comunque la luce, a sua insaputa, completato e tagliato in varie parti da Angelo Sassoli, per conto dell'editore Marsigli.
Partecipò alla difesa di Genova assediata e in questo periodo ripubblicò l'ode "A Bonaparte liberatore" aggiungendovi una premessa nella quale esortava Napoleone a non diventare un tiranno, e modificando l'ottava strofa, per affermare con chiara coscienza l'idea dell'unità d'Italia erede di Roma; tra l'estate e l'autunno del 1800 compose l'ode A Luigia Pallavicini caduta da cavallo
Il 23 luglio, dopo essersi più volte lamentato perché non riceveva regolarmente la paga militare, inviò una lettera al Ministro nella quale presentava le dimissioni, che però non furono accolte. In compenso ottenne la paga di capitano aggiunto, passando in tal modo al servizio della Repubblica Italiana, e fu incaricato di compilare una parte del Codice militare.
Nel 1802 pubblicò l'"Orazione a Bonaparte" in occasione dei Comizi di Lione e la raccolta di liriche che comprendevano otto sonetti e una ode, rielaborò e portò a termine l'"Ortis", compose l'ode All'amica risanata per Antonietta Fagnani Arese, suo nuovo ardente amore, e nel 1803 stampò l'edizione definitiva dei Sonetti con l'aggiunta dei quattro più famosi("Alla sera", "A Zacinto", "In morte del fratello Giovanni", "Alla Musa") e l'ode "All'amica risanata". Risale allo stesso anno la traduzione e la pubblicazione della "Chioma di Berenice" di Catullo da Callimaco con l'aggiunta di un inno alle Grazie che attribuisce al poeta alessandrino Fanocle accompagnata da quattordici "Considerazioni" che racchiudono i lineamenti principale della sua poetica neoclassica.
. A Valenciennes conobbe una inglese, Lady Mary Hamilton, dalla quale ebbe una figlia, Mary, ma che egli chiamerà sempre Floriana, che rivedrà dopo molti anni in Inghilterra e che sarà il conforto dei suoi ultimi anni.
Malgrado i continui spostamenti per motivi di servizio, il Foscolo riuscì a continuare la sua attività letteraria con alcuni saggi di traduzione dall'Iliade, con l'epistola in sciolti al Monti, Se fra' pochi mortali a cui negli anni e con la traduzione del "Sentimental Journey" di Sterne che l'avrebbe condotto alla stesura, nel 1812, dei sedici capitoletti scritti in una prosa ironico-allusiva della Notizia intorno a Didimo Chierico.
Sollevato intanto dagli incarichi militari su interessamento dell'allora ministro Caffarelli, il Foscolo si candidò alla cattedra di eloquenza dell' Università di Pavia che si era resa vacante (la cattedra era stata tenuta in precedenza da Vincenzo Monti e in seguito da Luigi Cerretti) e la ottenne il 18 marzo 1808. Qui pronunciò la sua celebre orazione inaugurale, "Dell'origine e dell'ufficio della letteratura", e poche lezioni perché la cattedra venne subito dopo soppressa da Napoleone, ormai divenuto sospettoso di ogni libero pensiero.
Tornato a Milano ebbe inizio per Foscolo un periodo di difficoltà economiche reso più amaro a causa dei contrasti con i letterati di regime che non gli risparmiarono polemiche e malevole insinuazioni. Alla rottura con il Monti si aggiunse l'insuccesso della tragedia Aiace che, rappresentata alla Scala il 9 dicembre 1811, non ebbe successo e venne inoltre vietata dalla censura per le allusioni antifrancesi che conteneva.
Abbandonata Milano nell'agosto del 1812, il poeta si trasferì a Firenze fino al 1813.
Frequentò il salotto della contessa d'Albany, l'amica di Alfieri, scrisse la tragedia Ricciarda che venne rappresentata a Bologna nel 1813, riprese la traduzione del "Viaggio sentimentale" che pubblicò nel 1813 corredato della "Notizia intorno a Didimo Chierico", tradusse altri canti dell'Iliade e stese alcuni frammenti del poemetto "Le Grazie".
Nel 1813 Foscolo ritornò a Milano e riprese il suo grado nell'esercito per difendere il Regno Italico, ma con l'arrivo in città degli Austriaci nel 1814 egli si rese conto che la sua speranza di una futura Italia indipendente era cosa vana.
Malgrado le varie peregrinazioni in terra svizzera per sfuggire ai controlli della polizia austriaca, egli riuscì a stampare a Zurigo, nel 1816, le "Vestigia della storia del sonetto italiano", il libretto satirico contro i letterati milanesi "Didimi clerici prophetae minimi Hypercalypseos liber singularis" (l'Ipercalisse), la terza edizione dell'"Ortis" e scrivere gli appassionati "Discorsi sulla servitù d'Italia" che verranno pubblicati postumi.
Il 12 settembre 1816 il poeta giunse a Londra dove trascorse l'ultimo periodo della sua vita fra non lievi difficoltà economiche e morali.
Durante il periodo londinese Foscolo si dedicò prevalentemente all'attività editoriale e giornalistica e si impegnò nello studio storico-critico di alcuni momenti, testi e personaggi della letteratura italiana, soprattutto Dante, Petrarca e Boccaccio. Risalgono a questi anni nuovi saggi sulle traduzioni omeriche, la quarta edizione dell'"Ortis" (1817), l'elaborazione delle "Grazie" e le incompiute "Lettere scritte d'Inghilterra" ('16-'18) di cui una parte edita postuma con il titolo il "Gazzettino del bel mondo" e la "Lettera apologetica" anch'essa pubblicata postuma.
La vita troppo signorile e alcune speculazioni avventate in affari ridussero però il poeta al dissesto economico ,fu costretto a sopravvivere nei quartieri più poveri di Londra, celandosi spesso sotto falso nome per sfuggire ai creditori. Aveva intanto ritrovato la figlia Floriana, che lo assistette con devozione durante i suoi ultimi anni.
Povero e debole, Foscolo si ritirò nel piccolo sobborgo londinese di Turnham Green dove, ammalato di idropisia, morì il 10 settembre del 1827 a soli quarantanove anni. Dal cimitero di Chiswick dove fu sepolto, le sue spoglie nel 1871 furono traslate in Santa Croce a Firenze, che aveva tanto lodato nel carme "Dei Sepolcri". Del Foscolo ci resta un ricchissimo "Epistolario", documento molto importante della sua vita tumultuosa.
Opere
Componimenti poetici
- A Napoleone Bonaparte liberatore, ode (1799)
- A Luigia Pallavicini caduta da cavallo, ode (1800)
- All'amica risanata, ode (1802)
- Non son chi fui, perì di noi gran parte, sonetto (1802)
- Che stai?, sonetto (1802)
- Te nutrice alle Muse, sonetto (1802)
- E tu ne' carmi avrai perenne vita, sonetto (1802)
- Perché taccia il rumor di mia catena, sonetto (1802)
- Così gl'interi giorni in luogo incerto, sonetto (1802)
- Meritamente, però ch'io potei, sonetto (1802)
- Solcata ho la fronte, sonetto (1802)
- Alla sera, sonetto (1803)
- A Zacinto, sonetto (1803)
- Alla Musa, sonetto (1803)
- In morte del fratello Giovanni, sonetto (1803)
- Dei Sepolcri, carme (1806)
- Le Grazie, inno incompiuto
Romanzi e scritti in prosa
- Sesto tomo dell'io, romanzo autobiografico (1799-1801)
- Ultime lettere di Jacopo Ortis, romanzo epistolare (1802)
Opere teatrali
- Tieste, tragedia (1795)
- Aiace, tragedia (1810-1811)
- Ricciarda, tragedia (1813)
Altri scritti
- Epistolario
- Chioma di Berenice, traduzione del carme di Catullo, (1803)
- Viaggio sentimentale, traduzione del romanzo di Laurence Sterne, (1807)
- Iliade, traduzione del poema omerico, (1807)
- Dell'origine e dell'ufficio della letteratura (1809)
- Discorso sul testo della Divina Commedia
- Essays on Petrarch
- Discorso storico sul testo del Decamerone
- Della nuova scuola drammatica in Italia, incompiuto